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Nel quadro dell’attuazione della strategia di e-government della Confederazione, dal 1° marzo 2018 l’Amministrazione federale delle dogane ha introdotto l’obbligo del formato elettronico per le decisioni d’imposizione (IME) di IVA e dazio, in sostituzione del documento cartaceo giallo. Cosa è cambiato? Da dove traggono origine le difficoltà riscontrate in questi primi mesi dalle aziende ticinesi?
Per avere delle risposte attendibili, abbiamo interpellato Sabino Civita, Information Systems & Quality Assurance Manager della casa di spedizioni internazionali Luciano Franzosini SA di Chiasso.

 

Sabino Civita, il passaggio al digitale ha comportato significativi cambiamenti procedurali per le imprese?
In questo mondo oramai votato all’ “always connected” parlare di digitale non è di certo una novità, ma il passaggio dalla carta ad un file elettronico è sempre visto come un’estrema complicazione, soprattutto quando si è obbligati a farlo. Le procedure in sé non subiscono cambiamenti epocali, ma la conservazione elettronica dei documenti e la relativa integrità e consistenza sono degli aspetti fondamentali e le nostre imprese non possono permettersi di sottovalutarli. Riassumerei il cambiamento più importante con una sola parola: XML.

Secondo lei, alle aziende risulta chiaro cosa bisogna scaricare e come vanno archiviati i documenti doganali?
Nonostante la comunicazione di Berna sia arrivata con circa un anno di anticipo rispetto all’obbligatorietà, la mia risposta è no, almeno nella maggior parte dei casi. Permane un alto tasso di confusione su quali siano i documenti elettronici da conservare con più cautela, soprattutto nel caso di un controllo IVA a posteriori. Per questo controllo, a seguito della digitalizzazione, è obbligatorio fornire il file XML e non il PDF che non ha alcun valore in quanto modificabile. La prova della tracciabilità della transazione doganale deve essere fornita tempestivamente ed è quindi di fondamentale importanza avere una procedura di archiviazione efficiente, efficace e che ottemperi all’obbligo dell’archiviazione legale di 10 anni. E qui entra prepotentemente in gioco la nostra offerta.

Quali sono le aziende che devono attenersi alla nuova normativa?Tutte le aziende con partita IVA devono farsi carico della conservazione elettronica legale dei documenti doganali, specificatamente per lo sgravio fiscale.
I soggetti privati possono invece attenersi alla conservazione della semplice stampa cartacea della quietanza doganale. In altre parole, il contribuente IVA deve archiviare in sicurezza i file XML, ossia l’unico documento elettronico comprovante la transazione doganale. Con questa nuova normativa anche i controlli effettuati presso le aziende da parte dell’Amministrazione federale delle contribuzioni punteranno ad una verifica elettronica e non più cartacea. Ci si dovrà piuttosto preoccupare del modo in cui i file debbano essere archiviati per poter essere forniti nel tempo richiesto.  È chiaro che il mancato rispetto della normativa potrebbe portare a delle sanzioni comminate in fase di controllo da parte dell’AFC.

Per supportare efficacemente le imprese nelle complesse procedure di gestione e archiviazione digitale delle quietanze doganali d’importazione (e non solo), Franzosini SA ha creato il portale EVVDATACENTER. Come funziona?
EVVDATACENTER è una soluzione “cross platform”, utilizzabile su qualsiasi dispositivo che non prevede alcuna installation specifica. È sufficiente una connessione internet per riuscire a collegarsi, con i massimi standard di sicurezza, al portale dedicato. Tutti i documenti sono archiviati in modo non modificabile e in datacenter ridondanti. La facilità nel reperire i documenti (non solo quelli doganali!) è garantita da un’indicizzazione completa, nonché da specifiche maschere di ricerca. In questo modo abbiamo azzerato la complessità venutasi a creaare con l’introduzione della nuova normativa. La nostra soluzione, oltre ad offrire un’alta flessibilità di personalizzazione, è di gran lunga la più economica tra quelle presenti sul mercato. Inoltre, noi non fatturiamo alcun ulteriore costo per ogni transazione doganale come invece fannno altre aziende rivenditrici. Non da ultimo, la piattaforma è già conforme alla normativa GDPR.

Quali sviluppi prevedete per la vostra piattaforma?
La nostra forza sono i clienti! I loro costruttivi feedback, infatti, ci permettono di realizzare nuove funzionalità volte a semplificare al massimo l’onerosa attività di controllo che devono svolgere i reparti amministrativi. È in fase di rilascio il controllo automatico delle distinte dei tributi (bordereau), l’archiviazione della fattura ricevuta dalla Dogana ed il relativo collegamento alle dichiarazioni d’importazione. Stiamo già lavorando anche all’archiviazione dei documenti di scorta, quindi fatture fornitori, certificati di origine e molto altro ancora.

 

fonte: Fare Impresa (AITI)

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